Venti in venti

2006

Critica di Valeria S. Lombardi

Dott.ssa in storia dell'arte contemporanea
Laureata c/o Università Statale di Milano

Sembra sempre che l'arte per essere tale deve per forza compiacere e conformarsi a certi pre-imposti schemi. Quando urta, o reagisce in un impensato modo, invece che darle fiato, per comprendere fino dove essa avrà l'estensione, beh in tutto questo si perde un qualcosa ovvero la libertà di espressione. Ho fatto questa doverosa premessa per cercare di zittire coloro che avranno tentato allo stesso modo di farlo, o solo accennarlo con l'arte di Paola Adornato.

L'arte di questa artista invece è stupenda, perchè in pochi tratti, in pochi gesti riesce a descrivere il nostro ambiente, dato magari da un'abietta pensilina, oppure ancora come nel dipinto “Giorno dopo giorno”, dove vi è la magra constatazione di quanto il Mondo sia scomparso: rare tracce di terra, spauriti e pressocchè inesistenti corpi umani.

L'arte di Paola Adornato funge da messaggero, come ultimo monito per un ritorno alla vita, fatto di uomini, persone, cose e non solo di quello che altri hanno costruito, immagazzinato per loro. Un lavoro che poi suscita ammirazione, slancio e speranza è dato dal quadro, “ventiinventi”, quasi il poter guardare attraverso e con l'occhio dell'artista, scrutando se finalmente cambi qualcosa del nostro odierno vivere quotidiano. A lei il merito che con grinta e spessore ci sappia dare tutto questo. Tirandoci addosso come un macigno non voluto,in pieno sole.